Il contributo delle banche italiane allo sviluppo sostenibile secondo l’ABI.

Le banche italiane, come tutte le principali imprese, hanno definito una Governance più in linea a misurare e comunicare gli impatti delle proprie attività con un approccio attento a criteri economici, ambientali e sociali in rapporto alle comunità di riferimento.  È un concetto nuovamente ribadito dall’Associazione Bancaria Italiana al convegno #ilcliente, dedicato alla relazione tra istituti bancari e clientela retail in un contesto di sostenibilità.

Parlando di attività bancaria, per sua natura diversa dalle altre per il duplice impatto generato da un lato dalle attività operative interne e dall’altro dalle scelte di allocazione dei propri impieghi (dalla strategia con la quale vengono erogate risorse nel sistema), l’ABI ha deciso di concentrarsi brevemente su diversi aspetti: la rendicontazione non finanziaria operata dalle banche, la considerazione dei temi ESG (ambientali, sociali e di governance) nella strategia bancaria, l’allocazione degli investimenti responsabili e le politiche di inclusione finanziaria.

Oltre ovviamente al processo di rendicontazione non finanziaria delle attività – con comunicazione periodica dei risultati sociali ed ambientali conseguiti -, che, come per tutte le imprese, inizia a diventare anche per le banche uno strumento di dialogo concreto con gli stakeholder, iniziano ad esserci interessanti novità anche in merito all’inclusione dei criteri ESG nelle strategie d’impresa degli Istituti. Infatti, secondo un’indagine compiuta dalla stessa ABI, la maggior parte delle banche italiane starebbe prendendo in considerazione nella definizione della propria strategia i temi ambientali, sociali e di governance, per poter gestire meglio impatti, rischi ed opportunità connessi con la propria attività; in particolare, viene sottolineato dall’ABI, sarebbe presente una grande attenzione verso azioni coerenti con il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati nel 2015 dalle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals).

Diverso il discorso su temi come inclusione finanziaria, green banking ed investimenti responsabili, che, seppur non sempre rendicontati e comunicati puntualmente dalle banche ai propri stakeholder, secondo l’ABI starebbero contribuendo ad un nuovo posizionamento attento alla “sostenibilità” dell’intero settore.

In particolare, per quanto riguarda l’inclusione finanziaria delle fasce più vulnerabili della popolazione, vengono citate ad esempio attività svolte nei confronti dei migranti, mentre, per quanto concerne green banking ed investimenti responsabili vengono citate attività coerenti con il Piano di azione per finanziare la crescita sostenibile recentemente varato dalla Commissione Europea. Tale piano prevede infatti azioni che impatteranno direttamente sul business delle banche con privati e PMI, volte ad esempio ad integrare la sostenibilità nella fornitura di consulenza sugli investimenti, a promuovere gli investimenti in progetti sostenibili e ad integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali e, secondo l’ABI, sarebbero diversi i servizi ed i prodotti con finalità di sviluppo sostenibile già costituiti dalla banche italiane. Vengono espressamente citati, ad esempio, i finanziamenti agevolati per favorire l’approvvigionamento da fonti rinnovabili dei clienti, i Green bond e Climate bond, i finanziamenti agevolati per favorire il miglioramento delle performance ambientali dei clienti PMI /Corporate ed i finanziamenti agevolati erogati per efficientamento energetico di edifici residenziali e commerciali.

Prescindendo da un’analisi specifica di tutti questi aspetti richiamati dall’ABi, è interessante osservare l’approccio organico che si sta tentando di attuare in merito ai concetti di sostenibilità e valore condiviso per le banche e, soprattutto, notare la raggiunta consapevolezza di come tali processi, se adeguatamente rendicontati e comunicati dai singoli Istituti e dal comparto nel suo insieme, potrebbero ridisegnare il posizionamento competitivo dell’intero settore ,in questi anni sicuramente coinvolto in una trasformazione radicale del proprio rapporto con gli stakeholder di riferimento.