Il nuovo Manifesto di Confindustria: la sostenibilità aziendale come leva competitiva nell’industria 4.0.

Nell’era dell’industria 4.0, il posizionamento competitivo delle imprese nel medio e lungo termine è ormai correlato ai temi dell’innovazione e della sostenibilità, anche in termini di impatti ambientali e sociali delle attività aziendali.

In tale contesto, anche secondo quanto recentemente elaborato da Confindustria nel Manifesto per la Responsabilità Sociale d’Impresa per l’Industria 4.0, le imprese che sapranno interpretare al meglio i nuovi bisogni e le nuove sensibilità – sia con la propria offerta di prodotti e servizi, sia con processi produttivi con minori impatti ambientali e sociali (incluse le catene di fornitura) – potranno trarne enormi vantaggi in termini di posizionamento ed attrattività nei confronti degli stakeholder.

Le imprese infatti, in qualità di motore e moltiplicatore di innovazione, rivestono oggigiorno un ruolo assolutamente primario nella dinamica economica mondiale e. come ormai ampiamente dimostrato, gli impatti delle loro attività saranno sempre più valutati in termini di generazione di valore condiviso.

Nelle scelte strategiche e gestionali di ogni azienda quindi, la consapevolezza di questo scenario diventa ogni giorno sempre più fondamentale ed addirittura, secondo il Manifesto di Confindustria, non tenerne conto in modo adeguato potrebbe comportare un rischio per il mantenimento nel medio termine della competitività dell’intero sistema italiano.

Vale quindi la pena ricordare come, per ogni singola impresa, l’integrazione degli aspetti di sostenibilità o di valore condiviso nelle scelte strategiche debba rappresentare un processo a tutto tondo che interessa la strategia, la governance, l’innovazione di processi e prodotti, la rendicontazione delle attività e la comunicazione verso gli stakeholder, sia nelle grandi aziende sia, sempre più, nelle medie e nelle piccole, specialmente se integrate in catene di fornitura dall’elevato valore aggiunto.

Poiché un ampio campione di imprese più attente ha già iniziato da alcuni anni tale percorso, si può comunque già oggi osservare come tali processi comincino a comportare vantaggi concreti. A tal proposito, nel Manifesto di Confindustria, vengono indicati a titolo di esempio alcuni vantaggi correlati all’adozione concreta di tali attività, dopo aver in premessa ricordato come la globalizzazione abbia cancellato la possibilità per le imprese italiane di affidare la propria competitività al solo fattore prezzo, spostando invece il focus verso l’innovazione e la qualità.

Nello specifico quindi, i vantaggi indicati a titolo di esempio nel Manifesto riguardano:

minori costi, ad esempio quando la scelta di modalità operative di minore impatto ambientale incida anche sui costi (si pensi all’efficienza energetica)

maggiori ricavi, ad esempio quando i prodotti ed i servizi concepiti in ottica di sostenibilità siano in grado di incontrare un maggior favore da parte della clientela (aspetto potenzialmente rilevante per PMI che vendono i propri prodotti in catene di fornitura di grandi imprese attente a tali tematiche)

attrazione di investitori e finanziatori, che leggono nelle performance ESG (Environmental, Social, Governance) delle imprese il segno della loro capacità di gestire le sfide poste dal contesto esterno e di generare valore nel medio e lungo termine

riduzione dei rischi, in particolare quando si consideri il contesto relazionale in cui si svolgono le attività di impresa e l’importanza crescente che in tale contesto ha assunto il fattore reputazionale (in merito alle aspettative degli stakeholder)